Dalla Corea del Sud sta arrivando un trend digitale destinato a far discutere: i "Dopamine sites". Si tratta di e-commerce e piattaforme di food delivery del tutto fittizie. L'utente naviga in un catalogo sconfinato, riempie il carrello, simula il pagamento e segue la mappa con il rider in consegna. La differenza? Non c'è alcun prodotto, non si spende un euro e nessun corriere suonerà mai alla porta. Tutto è studiato per simulare le attività di un sito reale ma senza che ci siano acquisti di prodotti o servizi.

A che servono i Dopamine sites?

Questi portali che simulano l'acquisto di un prodotto o di un servizio hanno uno scopo ben preciso: l'obiettivo è il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che il cervello libera quando vengono effettuate azioni gratificanti e in grado di trasmettere una sensazione di benessere immediato. Il successo dei Dopamine sites è legato proprio al fatto che la fase che crea maggiore soddisfazione in molti utenti è proprio quella in cui si sceglie il prodotto e si avvia la procedura di check-out, con l'aggiunta al carrello e la conclusione dell'ordine.

Avranno successo anche in Italia?

I Dopamine sites stanno diventando una tendenza in Corea del Sud dove un numero crescente di utenti li utilizza periodicamente, per soddisfare i propri bisogni senza la necessità di effettuare acquisti reali.