Comunicare a un assistente virtuale il budget, la taglia e lo stile desiderati, lasciando che sia lui a scegliere il prodotto, confrontare i prezzi e completare l’acquisto. Nessun carrello da controllare, nessun checkout da confermare: solo un pacco che arriva a casa. Oggi, non è più fantascienza.

Secondo una nuova ricerca di Adyen, piattaforma tecnologico-finanziaria quotata su Euronext Amsterdam che dal 2006 costruisce infrastrutture di pagamento per aziende come Meta, Uber, H&M ed eBay, il 43% degli italiani sarebbe già pronto a delegare così l’intero processo d’acquisto a un’intelligenza artificiale. È il segnale più chiaro di un cambiamento che sta ridisegnando il modo in cui il Paese fa shopping: i numeri raccolti da Censuswide per conto di Adyen restituiscono la fotografia di un’adozione già avviata, non più solo annunciata.

Un’infrastruttura pensata per l’era dell’agente

A fotografare questo cambiamento è proprio Adyen, che in Italia collabora con marchi come Prada, McDonald’s, Booking, Eataly, Diesel e Kiko. L’azienda olandese, che festeggia il ventennale in un anno cruciale per il settore, si è costruita negli anni un posizionamento preciso: sostituire il mosaico di fornitori separati tipico dei pagamenti tradizionali con un’unica infrastruttura proprietaria, capace di gestire in un solo sistema l’accettazione delle transazioni – online, in negozio, da mobile –, la prevenzione delle frodi tramite machine learning, la riconciliazione finanziaria e, più di recente, servizi di embedded finance che permettono a piattaforme e marketplace di offrire funzionalità bancarie ai propri utenti.