Piero Moriconi, il 63enne accusato di aver ucciso la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko, di 24 anni, si è avvalso oggi della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida nel carcere di Lucca. Il giudice ha poi convalidato l’arresto. La Procura contesta a Moriconi il duplice omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e dalla premeditazione, un’ipotesi che aggrava sensibilmente il quadro accusatorio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, il 24 giugno Moriconi avrebbe impugnato un fucile da caccia legalmente detenuto e avrebbe aperto il fuoco contro la moglie e il figlio: due colpi che non hanno lasciato scampo alle vittime.
Nel corso delle ore successive all’arresto, la posizione dell’indagato è ulteriormente peggiorata proprio in relazione all’ipotesi della premeditazione, formulata dal pubblico ministero Elena Leone sulla base degli elementi raccolti nell’interrogatorio. Nel frattempo, Moriconi ha manifestato la volontà di nominare un avvocato di fiducia dopo essere stato assistito nelle prime fasi dall’avvocato d’ufficio Giacomo Fabbri. Proprio il legale, uscendo dal carcere di Lucca, ha dichiarato ai giornalisti: «Moriconi è un uomo distrutto, consapevole di aver cancellato la vita della moglie e del figlio e di rischiare di passare il resto dei suoi giorni in carcere». Fabbri ha inoltre descritto l’uomo come profondamente confuso, parlando di un forte stato di stress e depressione e ipotizzando la necessità di una valutazione psichiatrica sulla sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. L’avvocato ha anche richiamato un contesto familiare difficile, riferendo tensioni e problemi legati al figlio, che aveva pubblicamente dichiarato la sua omosessualità e manifestato l'intenzione di cambiare sesso. Il post della cugina Giovedì sul luogo della tragedia c’era anche la cugina minorenne di Mirko: in una foto che li riprende assieme lui scriveva a corredo «quando hai un cugino gay e sei costretto a vederlo di nascosto perché i parenti non vogliono». E ancora: «Ci hanno diviso perché io gay, ma noi siamo andati contro tutti e siamo ancora qua». La cugina ha affidato a un video social il ricordo di Mirko, mettendo assieme diverse immagini dei due accompagnate dalla musica dei Negramaro: «Siamo cresciuti insieme, abbiamo ricordi indimenticabili. Eri il mio sorriso nonostante tutto».










