È prevista per questa mattina l’udienza di convalida del fermo di Piero Moriconi, il 63enne di Camaiore che il 24 giugno ha ucciso a fucilate la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko, 24. L’uomo si trova nel carcere di Lucca ed è sottoposto a fermo per duplice omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Questa sera a Camaiore è in programma una fiaccolata in ricordo delle vittime.
Le dichiarazioni dopo il delitto e l’interrogatorio
Prima dell’arrivo dei carabinieri, Moriconi avrebbe detto a parenti e vicini: “Mi sono liberato di loro”. Le sue dichiarazioni sono ora al vaglio degli inquirenti, che stanno raccogliendo anche le testimonianze delle persone vicine alla famiglia. Durante l’interrogatorio davanti alla pm Elena Leone, l’uomo avrebbe descritto il figlio come “violento” e avrebbe parlato di continue richieste di denaro: “Chiedeva sempre soldi, lo ha fatto anche oggi, abbiamo litigato per questo e ho sparato a lui e a mia moglie”. Moriconi avrebbe inoltre riferito: "Mirko aveva problemi di tossicodipendenza ed alcolismo. Era ingestibile”. L'uomo, difeso dall'avvocato Giacomo Fabbri, sull'omosessualità del figlio ha detto solo di esserne "preoccupato". "Dovevo tener nascosti i soldi in casa - ha detto -. E mia moglie voleva andare via e lasciarmi con lui".











