Quando si acquista uno smartphone molto probabilmente la scelta parte dal marchio, prosegue sulla qualità delle fotocamere, poi si passa alla memoria disponibile e, naturalmente si valuta anche il prezzo. È normale pensare che ogni modello sia stato immaginato, progettato e costruito dall’azienda che lo vende, ma in Cina abbiamo avuto modo di vedere che in molti casi però la realtà industriale è decisamente più articolata.

Dietro una parte consistente dei telefoni in commercio lavorano società specializzate che il grande pubblico difficilmente conosce. Aziende come Longcheer, che abbiamo visitato di persona, possono occuparsi della progettazione, della scelta dei componenti, dei test e persino della produzione completa di dispositivi successivamente commercializzati con marchi molto più famosi. Il logo rimane quello conosciuto, insomma, ma buona parte del lavoro avviene lontano dai riflettori. Comprendere questo sistema aiuta anche a spiegare perché tanti smartphone di fascia media sembrino parenti stretti, pur arrivando sul mercato con nomi e prezzi differenti.

Il marchio sulla confezione racconta soltanto una parte della storia

Nel settore tecnologico si tende a identificare il prodotto con il marchio che lo commercializza, per cui uno smartphone Samsung viene quindi considerato da tutti interamente fatto da Samsung, così come un dispositivo Xiaomi, Motorola, Honor o Oppo viene attribuito senza esitazioni all’azienda il cui logo compare sulla scocca.