MILANO – L’invasione cinese ha molti nomi ed uno di questi è Omoda, il marchio del gruppo Chery che, insieme a Jaecoo, sta esplodendo in Italia raggruppando insieme oltre il 2% di quota di mercato nel mese di dicembre contro lo 0,4% di un anno e mezzo fa, quando hanno fatto la loro comparsa sul mercato. Dunque vendite quintuplicate e una presenza che è già superiore a molti altri nomi blasonati, tra l’altro raggiunta in modo commercialmente sano perché il 70% delle vendite è dovuto ai clienti privati che vanno a comprare in concessionaria e solo per il 30% attraverso flotte e società di noleggio che assicurano volumi, ma non margini di guadagno. E tutto questo mentre il gruppo Chery ha prodotto lo scorso anno 2,8 milioni di veicoli, dei quali 1,3 esportati.

Dopo dunque la Omoda 5 e 9 ecco la Omoda 7 che, con i suoi 4,66 metri di lunghezza, si pone a metà strada con l’obiettivo di potenziare ulteriormente la gamma che nel corso del 2026 vedrà anche l’introduzione di altre versioni e modelli tra cui l’attesissima Omoda 4 elettrica che, con suoi 4,4 metri di lunghezza, troverà una potenziale clientela ancora più ampia. La Omoda 7 ricalca nello stile la raffinatezza e lo slancio delle sorelle con superfici lisce e tese e tocchi dal sapore hi-tech come la calandra con trama esagonale annegata nello scudo anteriore e le luci posteriori percorse da una scossa di luce.