Nel design contemporaneo la centralità dell’uomo è spesso considerata un principio ormai acquisito. Eppure, non tutti i modi di tradurlo in pratica sono uguali. C'è chi progetta per le persone e chi progetta con le persone. È in questa differenza, solo in apparenza sottile, che prende forma la visione di Haier. Dietro una delle più grandi aziende nel settore degli elettrodomestici emerge un approccio che il brand rivendica da tempo: la tecnologia non è il motore ma la conseguenza di ciò che la vita richiede. Ecco perché, secondo il marchio cinese, gli ambienti di domani dovranno essere in grado di riconoscere abitudini diverse, accompagnare esigenze che cambiano nel tempo e adattarsi a nuclei familiari in continua evoluzione. Un'impostazione che potrebbe sembrare l'ennesimo racconto sul futuro della casa ma che nasce invece da una profonda ricerca sui mutamenti dei comportamenti domestici. È esattamente da qui che parte l’analisi di William Wu, a capo dell’Haier Global Innovation Design. Wu compare raramente sulla scena pubblica. Il suo lavoro si svolge soprattutto all'interno dei processi di ricerca e sviluppo. Per questo la conversazione offre la preziosa occasione di comprendere meglio le strategie del gruppo. «Molte aziende asiatiche sono cresciute inseguendo la tecnologia», spiega, «noi abbiamo imparato che non è il punto di partenza. È uno strumento. Il vero centro è sempre l’essere umano».
Prima la vita, poi la tecnologia: William Wu e il design che nasce dall'ascolto
In una rara conversazione, il responsabile di Haier Global Innovation Design racconta come nasce il progetto in una delle più grandi aziende di elettrodomestic…







