Amadori è uno dei principali Gruppi italiani del settore agroalimentare e, da specialista del comparto avicolo, sta ampliando la propria offerta al comparto delle proteine di origine sia animale che vegetale, come indicato anche nel corporate brand “Amadori – The Italian Protein Company”.Nel 2024 il Gruppo ha registrato un fatturato di 1,721 miliardi di euro; il suo modello produttivo, fondato sul concetto di filiere, coinvolge oltre 9.400 persone, 19 siti produttivi e circa 800 allevamenti, a gestione diretta e in convenzione.In un contesto industriale complesso come quello agroalimentare innovare non significa soltanto introdurre nuove tecnologie. Significa, soprattutto, costruire un sistema capace di leggere i bisogni dell’organizzazione, selezionare le priorità, coinvolgere le competenze corrette e accompagnare le soluzioni fino alla loro effettiva adozione. È questa la traiettoria che emerge dall’intervista condotta dall’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano a Giorgia Mainardi, Head of Innovation & ESG, e Jacopo Alberti, Innovation & Ecosystem Expert del Gruppo Amadori, partner dell’Osservatorio. Negli ultimi anni il modello di innovazione del Gruppo ha attraversato un’evoluzione significativa. Il team dedicato si è ampliato includendo figure con competenze più tecniche e verticali, in grado di dialogare con le diverse aree operative dell’azienda e di accelerare il passaggio dall’esplorazione alla realizzazione. In una filiera lunga e articolata, infatti, la capacità di comprendere i vincoli produttivi, tecnologici e organizzativi diventa una condizione essenziale per evitare che l’innovazione resti confinata alla fase di sperimentazione.Indice degli argomenti