AgroalimentareIl giro d’affari del gruppo ha raggiunto quota 1.829 milioni. Paga la strategia centrata sul rafforzamento delle linee produttive. Investiti 87 milioni e altri 330 milioni sono previsti per il 2026-28di Giorgio dell'Orefice2 luglio 2026La svolta proteica rafforza i conti di Amadori. Il gruppo leader nelle carni avicole ma che negli anni sta sbarcando anche nelle filiere delle carni di suino e delle proteine vegetali ha chiuso il 2025 con un fatturato di 1.829 milioni in crescita del’6,27% rispetto allo scorso anno ma soprattutto con un Ebitda di 195 milioni, cresciuto del 36,8% rispetto all’anno precedente. Sulla scorta di queste performance l’Ebitda ha raggiunto un’incidenza sul fatturato che ha superato la soglia del 10 per cento.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIL’«evoluzione proteica» dell’azienda«I risultati – commentano dal Gruppo Amadori - testimoniano la validità della visione strategica e del modello di business costruito sulla centralità delle filiere produttive e sull’evoluzione proteica dell’offerta. Il 2025 è stato infatti un anno di consolidamento del posizionamento del Gruppo come “The Italian Protein Company”, con un portafoglio prodotti ampio e diversificato, a base di fonti proteiche animali e vegetali, provenienti da filiere controllate, all’insegna di un servizio e di una qualità capaci di incontrare esigenze e bisogni di clienti e consumatori».Investiti 87 milioni e budget di 330 milioni previsti per il 2026-28Di grande rilievo anche gli investimenti effettuati nel corso del 2025, pari a circa 87 milioni e orientati al potenziamento dell’architettura operativa. Il piano di crescita e sviluppo ha puntato da un lato all’ampliamento della capacità produttiva e, dall’altro, all’efficientamento tecnologico degli asset esistenti. A questo proposito va ricordata la nuova piattaforma logistica primaria di Cesena, progetto strategico ad alto tasso di innovazione con un investimento di 62 milioni.E gli investimenti non si esauriscono di certo qui. Il piano proseguirà per il periodo 2026 e 2028 con ulteriori 330 milioni circa di investimenti diretti a migliorare il benessere animale, aumentare la capacità produttiva e supportare l’efficienza attraverso investimenti in campo tecnologico e sempre di più orientati in ottica ESG.Tra i risultati positivi di mercato va poi ricordato il raggiungimento di una quota del 30% del settore avicolo raggiunta da “Il Campese”: la prima filiera italiana del pollo allevato all’aperto e la seconda in Europa. Una case history di successo che lo scorso anno ha messo a segno peformance d’eccellenza sia in volume che in valore e che nel 2026 celebra il suo 25° anniversario.
Amadori: fatturato a +6,2% e redditività record con Ebidta a +36,8%
Il giro d’affari del gruppo ha raggiunto quota 1.829 milioni. Paga la strategia centrata sul rafforzamento delle linee produttive. Investiti 87 milioni e altri 330 milioni sono previsti per il 2026-28









