Ambrogio
Sergio Scalpelli
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Per anni il centrodestra milanese ha cercato il proprio candidato ovunque tranne che dentro di sé: tra i tecnici prestati alla politica, i manager di buona volontà, i civici di valore sociale riconosciuto. La discesa in campo di Pietro Tatarella rovescia quella consuetudine, e fa bene a una città che ha bisogno di tornare a figure forti, come fu nel 2016 Stefano Parisi, che in un contesto già difficile per la destra, perse per un’incollatura.
Chi è Pietro Tatarella, l’infanzia nelle periferie, l’inchiesta Mensa dei poveri e il linguaggio della destra urbana











