Milano – A volte ritornano. Pietro Tatarella, 42 anni, ex consigliere comunale di Forza Italia, ora proprietario di un’azienda di falegnameria, si candida a sindaco, dopo essere stato assolto. Sette anni dopo l’arresto del 7 maggio 2019, 46 giorni di isolamento, quattro mesi di carcere e due mesi ai domiciliari, Tatarella è uscito pulito dalle accuse dell’inchiesta “Mensa dei poveri“, come le recenti motivazioni della sentenza dimostrano.

Tatarella, quando è nata l’idea di candidarsi a sindaco?

“La voglia di tornare a far politica è nata durante la compagna per il referendum sulla giustizia in cui sostenevo il sì. Ho girato tanto, ho incontrato molte persone e partecipato a innumerevoli dibattiti. Negli ultimi giorni, poi, ci sono state la pubblicazione delle motivazioni della mia assoluzione, che mi hanno reso felice, e l’idea della Lega di candidare a sindaco Silvia Sardone. Ed eccomi qui”.

A gennaio, dopo l’assoluzione in appello, aveva detto scherzando che se lei fosse tornato in politica sua moglie avrebbe chiesto il divorzio. Come l’ha presa ora sua moglie?

“La mia famiglia è ancora spaventata per quanto mi è successo sette anni fa. Ma ora sostengono la mia scelta personale, perché sanno che mi rende felice. I miei due figli? Il più grande, che ha 11 anni, è entusiasta dell’idea, anche se non sa bene cosa vuol dire fare il sindaco”.