C'è una cultura dell'usato, del riparare invece di buttare, del dare una seconda vita alle cose, che in alcuni contesti non è una scelta etica ma semplicemente il modo in cui funziona il mondo. Ghapios Garas quella cultura l'ha respirata fin da piccolo, in Egitto, dove è nato e cresciuto. "Le persone andavano in Germania a prendere un'auto usata, perché era meglio rispetto a comprare una nuova ma scadente in Egitto", racconta. Anche suo padre, che aveva un calzaturificio, lavorava la pelle usata. Comprare usato, insomma, non era un ripiego: era la scelta intelligente. E quella logica, Garas l'ha nel sangue da prima ancora di sapere cosa fosse un hard disk.È per questo che nel 2000, quando il mercato italiano dell'e-commerce era ancora agli albori, Garas ha fondato SimpaticoTech, la prima azienda in Italia a ricondizionare elettronica usata. Sono passati venticinque anni, e quell'intuizione oggi vale 10 milioni di euro di fatturato solo in Italia, 32 dipendenti, due negozi fisici e circa 70mila dispositivi rigenerati ogni anno.
Dai laptop bianchi del New Jersey alla bolla di internet
La storia di Garas con la tecnologia usata parte da lontano, e in parte per caso. "I primi acquisti sono stati dieci laptop da New Jersey, i famosi Toshiba bianchi", racconta. Li mise in vendita su un sito che sarebbe poi stato acquisito da eBay. Fu lì che capì che la gente comprava online, e decise di costruire un sito tutto suo.Nel '97 vive un breve periodo negli Stati Uniti, proprio negli anni in cui le azioni delle aziende internet schizzavano alle stelle prima dello scoppio della bolla. Tornato in Italia lavora per un'azienda di manutenzione informatica, ma nel '99 ha già messo in piedi un primo sito che porta il nome di quella che sarebbe diventata SimpaticoTech. Due anni dopo il lancio dell'e-commerce, arriva una seconda intuizione: aprire un'area riservata ai rivenditori. Stesso database, stesse foto, stesse descrizioni dei prodotti, ma prezzi agevolati riservati a chi, secondo la visura camerale, vende effettivamente informatica. "Così proteggiamo i venditori", spiega Garas. Per costruire la piattaforma, convince un programmatore che lavorava in banca a lasciare il posto fisso e mettersi in proprio: oggi quel programmatore fattura 15mila euro al mese e lavora per Simpatico Tech un giorno a settimana.










