Il World Weather Attribution (WWA) mostra quanto il riscaldamento globale abbia aumentato probabilità e intensità dell’ondata di calore che dalla seconda metà di giugno 2026 sta colpendo l’Europa occidentale: cinquant’anni fa un evento simile sarebbe stato praticamente impossibile.

L’ondata di calore che dalla seconda metà di giugno sta interessando gran parte dell’Europa occidentale è stata resa molto più probabile e intensa dal cambiamento climatico, secondo lo studio del World Weather Attribution.

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L’ondata di calore di giugno 2026 in Europa è diventata molto più probabile e intensa a causa del cambiamento climatico indotto dall’uomo. Cinquant’anni fa, nel 1976, quando il pianeta era circa 1,1 °C più freddo, un evento di calore così intenso e diffuso sarebbe stato praticamente impossibile, sia a giugno, sia in qualsiasi altro momento dell’anno. È quanto emerge da un nuovo studio del World Weather Attribution (WWA) che ha valutato in che modo i cambiamenti climatici di origine antropica abbiano modificato la probabilità e l’intensità di un’ondata di caldo estrema nell’Europa occidentale.

la prima parte Anomalie nella media settimanale delle temperature giornaliere massime (sinistra) e minime (a destra) rispetto al clima di giugno del periodo 1991–2020. Il contorno rosso indica l’area considerata nello studio. Credit: WWA L’analisi si concentra sui tre giorni e sulle tre notti più calde nell’area maggiormente colpita dalla grave ondata di calore che dalla seconda metà di giugno sta facendo registrare temperature eccezionalmente elevate in Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale, con valori di 5-12 °C superiori alle medie stagionali. “Un persistente sistema di alta pressione ha trasportato aria calda dal Nord Africa nella regione, portando con sé cieli sereni e un forte sole, che hanno ulteriormente intensificato il caldo” spiega il WWA.