<p>L'ispezione generale avviata da<strong> Banca d'Italia</strong> e un<strong> rafforzamento prudenziale</strong> delle coperture sui crediti spingono <strong>Banca Ifis</strong> a <strong>rivedere le stime sull'utile 2026</strong> e ad accelerare il riposizionamento strategico del gruppo.

Il consiglio di amministrazione, riunitosi il 25 giugno sotto la presidenza di <strong>Ernesto Fürstenberg Fassio</strong>, ha infatti deliberato <strong>accantonamenti complessivi per 70 milioni di euro</strong>,<strong> abbassato la guidance</strong> sull'esercizio in corso e dato il via al <strong>processo di vendita del business dedicato ai crediti deteriorati (Npl).</strong> </p> <h2>Accantonamenti per 70 milioni</h2> <p>Nell'ambito della consueta attività di supervisione, Banca d'Italia ha condotto un'ispezione generale presso Banca Ifis, riporta lo stesso istituto veneto.

Sebbene il rapporto finale non sia ancora stato notificato e il procedimento non sia quindi concluso, il gruppo ha scelto di adottare un approccio prudenziale, rivedendo il profilo di rischio di alcune esposizioni creditizie di importo rilevante. </p> <p>La decisione ha portato alla contabilizzazione di <strong>accantonamenti per 30 milioni di euro ante imposte,</strong> pari allo <strong>0,20%</strong> del totale degli attivi creditizi.