Recepiti i primi esiti di un’ispezione Bankitalia, accantonati 30 milioni. Non cambia la dividend policy
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Giornata da dimenticare per Banca Ifis, travolta dalle vendite dopo il profit warning e l'annuncio di una profonda revisione del proprio perimetro operativo. Il titolo ha perso il 36,9% a 13,46 euro. Un crollo che riporta le quotazioni ben lontane dai massimi degli ultimi sette anni toccati a febbraio, quando il titolo aveva raggiunto 27,54 euro.A innescare la reazione del mercato è stato un combinato disposto di fattori. Da un lato la banca ha annunciato l'avvio del processo competitivo per la cessione del business degli Npl, con l'obiettivo di deconsolidare il portafoglio di crediti deteriorati e accelerare la trasformazione verso un modello sempre più focalizzato sui servizi finanziari alle imprese. Dall'altro, ha rivisto al ribasso la guidance sull'utile 2026, ora atteso tra 100 e 110 milioni di euro rispetto ai precedenti 170-190 milioni. Una revisione che, precisa la banca, «non comprende gli effetti connessi al previsto deconsolidamento del portafoglio Npl».Contestualmente il cda ha deliberato accantonamenti per complessivi 70 milioni di euro. Di questi, circa 30 milioni riguardanoesposizioni creditizie, pari allo 0,20% degli attivi, e sono stati adottati «anche a seguito delle preliminari risultanze dell'ispezione generale condotta da Banca d'Italia». Altri 40 milioni riguardano invece esposizioni cartolarizzate nel comparto Npl di illimity. Secondo il gruppo, l'operazione «mira a rafforzare i livelli di copertura e supporta la strategia di de-risking». Nel dettaglio, Banca Ifis spiega di avere «proattivamente rivisto il profilo di rischio» di alcune esposizioni di grandi dimensioni, adottando «un approccio ancor più conservativo». Una scelta prudenziale che, insieme agli accantonamenti sul portafoglio acquisito con illimity, ha portato alla revisione delle stime di utile.Durante la conference call con gli analisti, l'ad Frederik Geertman ha spiegato che la relazione finale dell'ispezione di Bankitalia è attesa tra la fine di luglio e l'inizio di settembre e non ha escluso la possibilità di ulteriori adeguamenti. Il manager ha però ribadito che la decisione di cedere il business degli Npl rientra in un più ampio riposizionamento strategico e che «la politica non è cambiata formalmente» sul fronte dei dividendi, precisando che le decisioni saranno prese «alla finedell'anno, quando avremo una visione più chiara». La banca punta a firmare l'accordo per la cessione degli Npl entro la fine del 2026, con perfezionamento previsto all'inizio del 2027. Geertman ha inoltre indicato come obiettivo un Cet1 ratio del 13,5% entro fine anno, pur confermando l'impegno a raggiungere il 14%.











