Insulti, prese in giro, isolamento, minacce, violenza fisica. Queste sono alcune delle forme che può assumere il bullismo omolesbobitransfobico tra bambini, bambine e adolescenti.Subire questo tipo di aggressioni – che avvengono quando un bullo (o un gruppo di bulli) prende di mira un suo pari a causa del suo orientamento sessuale o della sua identità di genere (reale o percepita) – impedisce a molti studenti e studentesse LGBTI+ di vivere la scuola come uno spazio sicuro, in cui esprimere al meglio il proprio potenziale, crescere serenamente e stringere rapporti di qualità con i coetanei.

Come riporta il monitoraggio nazionale relativo all’anno scolastico 2024/2025 effettuato dalla piattaforma ELISA, il 7,9% degli studenti e delle studentesse ha dichiarato di aver subito bullismo omolesbobitransfobico, mentre l’11,1% ha ammesso di averlo agito; questi dati riflettono un trend in aumento del fenomeno rispetto agli anni precedenti.

Per contrastare questo tipo di problemi e promuovere consapevolezza e rispetto sul tema della parità di genere tra il corpo studentesco e quello docente, sono nati in tutto il Paese numerosi progetti promossi da associazioni, enti locali e realtà del terzo settore, molti dei quali mappati dalla rete Educare alle differenze.