«Vede, io le ricordo ancora le roulotte in Irpinia, quando tornavo nella cittadina in cui sono nato. Mercoledì sera abbiamo rivissuto lo stesso terrore, il panico totale. Ero a casa con mia moglie e una delle mie figlie. Siamo fuggiti, per fortuna abitiamo al piano terra. Pensi che la prima scossa è durata 45 secondi, sembrava non finire mai. Eravamo quasi tutti in casa qui in Venezuela perché il 24 giugno è festa nazionale, si ricorda la Battaglia di Carabobo, in cui l'esercito guidato da Simón Bolívar sconfisse gli spagnoli e diede di fatto al Paese l’indipendenza».

Antonio De Lisio ha 70 anni, è un geografo, e abita con la famiglia nel quartiere Florida di Caracas. È nato a Castelfranci, in provincia di Avellino, poi la sua famiglia si è trasferita in Venezuela, ma parla un italiano perfetto. «Ciclicamente torno in Italia, l’ultima volta ci sono stato nel 2023».

Come avete vissuto la nottata?

«Mia moglie e mia figlia hanno scelto di dormire in automobile. Io ho preferito restare in casa, ma su un divano vicino alla porta, per essere pronto a fuggire in caso di una nuova scossa. Sappiamo che ce ne saranno altre, il punto è capire quale sarà l’intensità».

Eravate in casa quando c’è stata la prima scossa?