HomeBolognaCronacaIl ritorno di Wim Wenders: "Cinema e ’rivoluzione’"Il regista si commuove e parla dello spirito che lo animava alla fine degli anni ’60Wim Wenders al cinema Modernissimo, ha incontrato il pubblico del festivalRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAl termine della proiezione Wim Wenders si è stropicciato gli occhi, come hanno fatto molti degli spettatori in sala, perché La confessione della signora Doyle di Fritz Lang, ha un finale che la lacrimuccia la strappa. E dire che non era la prima volta che il regista tedesco vedeva questo film, era seduto all’Arlecchino, ieri mattina, perché aveva appena presentato la pellicola del 1952 e, come sta facendo da alcuni giorni, da quando è arrivato al Cinema Ritrovato, poi resta in sala a godersi i capolavori del cinema restaurato, che il festival proietta dalle 9 del mattino tutti i giorni fino al 28 giugno. Come fanno tanti altri suoi colleghi: "Ho scoperto Fritz Lang solo quando sono andato in America – ha raccontato il regista classe 1945 – perché aveva lasciato la Germania dopo due capolavori, ma il film che vedrete, scoperto a Berkley, mi colpì tantissimo, non è assolutamente simile ai suoi film del periodo tedesco, è più un noir con una Marilyn Monroe in uno dei suoi primi film dove è stata accreditata e una Barbara Stanwyck splendida di cui non dimenticherò mai la frase ‘casa è dove vai quando non hai più altri posti dove andare’, una frase che appartiene alla mia vita".
Il ritorno di Wim Wenders: "Cinema e ’rivoluzione’"
Il regista si commuove e parla dello spirito che lo animava alla fine degli anni ’60











