In questi giorni Wim Wenders è in giro per l’Italia a accompagnare alcuni dei suoi film restaurati come Alice nella città (1973) che insieme a Nel corso del tempo (1976) e a Falso movimento (1975) forma la «trilogia della strada». Quest’ultimo come sappiamo è stato ritirato dalla circolazione per le polemiche sollevate da Nastassja Kinski, che ne è una delle protagoniste, su una brevissima scena in cui appare a seno scoperto, e che rivista a distanza di anni le provocava «disagio».
Non è di questo però che si è parlato a Bologna dove il regista tedesco, tra i protagonisti di quella «nuova onda» che negli anni Sessanta e Settanta mutò il cinema in Germania, è stato ospite del Cinema Ritrovato – che si è chiuso domenica con una edizione di grandissimo successo, che ha registrato oltre cinquemila presenze in più rispetto all’anno passato – e oltre introducendo Clash by Night dell’amato Fritz Lang (Le confessioni della signora Doyle,1952 ) e il restauro del suo primo film, Summer in the City (1970). La storia racconta di Hanns (Hanns Zischler) che uscito dal carcere girovaga nei viali innevati di Monaco, e per chi conosce l’opera di Wenders in questo esordio, che è stato il suo saggio di diploma alla Hochschule für Fernsehen und Film, girato in 16 millimetri e a basso costo si possono cogliere molteplici echi che torneranno nei decenni successivi: il viaggio senza una destinazione, la ricerca del tempo della vita, la ripetitività, la solitudine, l’incomunicabilità.






