L'Antimafia trasferisce la donna e i figli in località sicura. "Però io non c'entro con quel mondo"

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Arruolata a forza nelle schiere dei collaboratori di giustizia, deportata insieme ai figli in località sicura, a centinaia di chilometri da casa. Eppure la signora non ha niente di cui pentirsi perché non ha mai commesso reati e non ha mai fatto parte di organizzazioni criminali. "Non ho nulla di cui avere paura - dice -, perché non posso starmene tranquillamente a casa?". Le risponde lo Stato: si è pentito tuo suocero. Quindi sei anche tu un obiettivo a rischio, e lo sono anche i tuoi figli. E se tu ti sottrai alla protezione, noi ti sottraiamo i bambini.Storia surreale, quella che si svolge ai margini del processo Hydra, in corso nell'aula bunker di Opera, a carico di 45 imputati indicati dalla Procura come capi e gregari della grande alleanza delle famiglie calabresi, siciliane e campane in Lombardia. È un processo lungo e faticoso, carico di tensioni acuite dalla minacce di morte arrivate ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. Di fronte alla durezza delle accuse e al peso delle prove, più di un imputato ha scelto di saltare il fosso, e di collaborare con l'accusa. Tra questi, un siciliano di Trapani, Bernardo Pace, legato secondo l'accusa al boss di Abbiategrasso Paolo Aurelio Errante Parrino. Pace si pente, poi - stando almeno alle voci di aula - si pente anche il figlio, imputato insieme a lui. Ma la vicenda ha un esito tragico: Pace senior viene spostato per motivi di sicurezza da Opera al carcere di Torino. Qui nel marzo scorso si strangola con una corda per la biancheria, due giorni prima che inizi il processo milanese in cui la Cerreti e Ferracane si preparavano a portare in aula i suoi verbali di accusa.Il figlio di Pace viene portato in un carcere per "collaboranti". Ma il servizio centrale di protezione fa scattare i protocolli di sicurezza anche per la moglie e i figli di Pace junior. Anzi, la ex moglie: perché i due si sono lasciati da tempo, e la donna si è ricostruita una nuova vita con un nuovo compagno, lontana da contesti malavitosi. Quando le comunicano che deve trasferirsi immediatamente in località X, la signora quasi non ci crede. Degli affari del marito e del suocero non ha mai saputo nulla. Ha un lavoro, i figli vanno a scuola, hanno gli amici. Ha dovuto spiegare ai bambini che devono abbandonare tutto perché un nonno che non vedevano da anni ha deciso di collaborare con lo Stato. Non c'è stato verso: ha dovuto trasferirsi. E quando un giorno ha osato abbandonare il domicilio protetto senza chiedere autorizzazione, i suoi angeli custodi le hanno fatto presente che se ci avesse riprovato avrebbe messo a rischio la sicurezza dei suoi figli, e che pertanto lo Stato li avrebbe separati da lei.