Sulmona 23 giugno 2026 alle 00:23In carcere con il compagno e il nonno Il sequestro era pianificato da tempo
Sulmona.
Per quindici giorni hanno vissuto segregate in una camera da letto, senza mai uscire, con l’unica concessione della tv. Erano a casa di un’anziana, una lontana parente della mamma, in un appartamento delle case popolari di Formia, a un quarto d’ora da Minturno, il paese dove vivono i loro genitori. Con loro Sarah e Alisya avevano un telefonino, nascosto nel cartone di un panettone, con una sim registrata a nome di un pachistano. A fornirgliela era stata la mamma che, secondo gli investigatori, aveva pianificato da tempo il sequestro dalla casa famiglia in Abruzzo.
Il blitz
È stata proprio una videochiamata tra le ragazzine e la donna a far scattare il blitz dei carabinieri, che hanno eseguito il decreto di fermo per il concreto pericolo di fuga dei protagonisti di questa vicenda, la mamma Valentina D’Acunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno materno delle bambine, Marco. Ora sono tutti in carcere e tutti con la stessa accusa, sequestro di persona aggravato in concorso. Sarebbero stati loro, la notte tra il 6 e il 7 giugno scorso, ad aver prelevato dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, nell’Aquilano, le due giovani, fino a portarle a Formia e consegnarle nelle mani dell’ignara zia Sofia, un’anziana - oggi indagata a piede libero - con cui i parenti «non avevano contatti da 13 anni», come ha svelato il procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo.











