I cantieri del Pnrr sulle ferrovie sono in enorme ritardo e anche quando saranno completati non avranno risolto i ritardi cronici dei treni italiani. Al momento risultano spesi 20 miliardi sui 25 disponibili; tutto ciò che non sarà concluso entro giugno dovrà essere pagato dallo Stato perdendo i fondi europei. Oltretutto, gli effetti dei lavori non si vedono. I guasti continuano a essere quasi quotidiani e provocano effetti a catena perché non ci sono binari alternativi su cui dirottare i convogli successivi. Negli ultimi otto giorni è accaduto quattro volte: ieri la circolazione sulla Orte-Fiumicino è stata sospesa per colpa della linea elettrica, domenica le tratte Firenze-Bologna e Bologna-Ancona sono rimaste bloccate per due ore a causa di due treni rotti, il 17 e 18 giugno ci sono stati guasti e furti di cavi sulla Milano-Bologna e sulla Napoli-Roma con ritardi fino a sei ore.
Una situazione sempre più imbarazzante per il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che nel suo mandato ha collezionato una lunga serie di tilt alle ferrovie. Ogni piccolo inconveniente, come il famoso chiodo piantato per errore da un operaio a ottobre 2024 a Roma Termini, ha ripercussioni su mezza penisola. Questo perché le risorse del Pnrr sono state concentrate soprattutto per acquistare nuovi treni e saturare le linee esistenti, anziché rimediare ai problemi strutturali di una rete vecchia, inadeguata e troppo satura.












