Giovedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha preso due decisioni che agevolano la linea molto dura che il presidente Donald Trump ha adottato nei confronti dell’immigrazione irregolare. Sono due sentenze, entrambe emesse con 6 voti contrari e 3 favorevoli, rispettivamente dei giudici conservatori e progressisti della Corte, che negli ultimi anni si è progressivamente spostata a destra sostenendo in maniera più o meno netta alcune posizioni di Trump, soprattutto sui diritti.

La prima sentenza permette in sostanza a Trump di interrompere le misure di protezione giuridica nei confronti di persone migranti che fuggono da violenze o disastri naturali, e che finora hanno permesso a migliaia di persone provenienti soprattutto da Haiti e dalla Siria di vivere e lavorare legalmente all’interno degli Stati Uniti. La seconda sentenza permetterà invece a Trump di ripristinare la contestata del metering, che permette di respingere fisicamente i migranti al confine tra Texas e Messico senza valutare le loro richieste: è una misura che fu introdotta durante la presidenza di Barack Obama, usata durante il primo mandato di Trump e poi interrotta da Joe Biden nel 2021.