di
Antonella Baccaro
L’ex ad di Fs: spero che non sia per troppo tempo
«Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto». Mauro Moretti, 73 anni a ottobre, aspetta questo momento da troppo tempo per non essere ormai sufficientemente preparato al peggio. Che nel suo caso è, a questo punto, il carcere.L’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato dal 2006 a 2014, l’unico il cui nome risuoni ancora (con accenti vari) negli ampi e bui corridoi della sede di Piazza della Croce Rossa, è comunque ormai un condannato in via definitiva. La Cassazione ieri ha messo la parola fine a una vicenda processuale iniziata il 16 dicembre 2010, quando la Procura di Lucca lo iscrisse nel registro degli indagati per la strage ferroviaria di Viareggio, insieme a 37 altre persone.
Il disastro del 29 giugno 2009 in cui perirono 32 persone e oltre cento rimasero ferite, a seguito del deragliamento di un treno merci carico di Gpl, ha indelebilmente segnato un prima e un poi nella vita delle tante famiglie coinvolte. Ma anche in quella del manager che aveva legato il proprio nome e la propria reputazione all’ammodernamento della rete ferroviaria, proprio sotto il profilo della sicurezza e all’avvio della magica avventura dell’Alta Velocità. Un uomo dal carattere duro e dall’eloquio diretto, tratti che gli hanno procurato non pochi guai. Non ultimo quello di diventare l’imputato perfetto per un processo che è stato anche assai mediatico.










