La destra italiana è una soltanto. Ezio Mauro su Repubblica ritiene che esistano “tre destre” divise tra Fratelli d’Italia, Lega (Nord) e quella di Roberto Vannacci. Una lettura che non corrisponde alla storia italica né al contesto attuale. Il partito neofascista di Giorgia Meloni si colloca saldamente nella tradizione di Pnf-Msi-An, senza abiure, cambiamento di paradigma e coordinate ideologiche tali da annoverarla tra le forze conservatrici. Un maquillage estetico e formale accennato nei consessi internazionali, ma in sostanza rimane il “non rinnegare non restaurare” di Giorgio Almirante, esaltato da Giorgia Meloni e Ignazio La Russa quale “grande italiano”.
La Lega Nord non ha senso di inferiorità ideologica rispetto ai neofascisti di FdI. Tutti i dati comparati, da anni, collocano le camicie verdi sull’estrema destra. Ècoreografia storica benché utile ricordare quanto veleno odioso e razzista oltre che eversivo sia uscito dalle mandibole di Matteo Salvini circa le “carrozze separate” per immigrati e rom, l’uso domestico suggerito per il Tricolore, gli strali pro Putin e contro Mattarella, le facezie su Liberazione e 2 giugno. Uno così altrove sarebbe radiato dai mass media.
La Francia ha tre destre e "non si cena con il diavolo"









