I due terremoti que hanno scosso il Venezuela nella notte di mercoledì hanno provocato finora oltre 160 morti e circa mille feriti, mentre centinaia di persone risultano ancora disperse, molte delle quali sotto le macerie dei numerosi edifici crollati a causa delle scosse. Di fronte alla mancanza di mezzi in un Paese che da anni è immerso in una crisi di lunga durata, la popolazione denuncia che i servizi di emergenza a volte non riescono a operare.

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"Sono partiti da soli, hanno preso la macchina e sono scesi a La Guaira", assicura Herme Palma, un venezuelano residente a Madrid che ha raccontato a Euronews come, non riuscendo a mettersi in contatto telefonicamente, suo fratello abbia iniziato a cercare la famiglia di suo cognato "quando la scossa è finita".

Secondo il racconto del fratello di Herme, l’edificio dove viveva questa famiglia di cinque persone "era in rovina". Non hanno ancora avuto notizie di loro e temono che possano essere rimasti sepolti sotto le macerie del palazzo.

Per raggiungere la casa di suo cognato, a La Guaira, la zona costiera di Caracas che si trova a circa 40 minuti d’auto dalla capitale, il fratello di Herme ha dovuto alla fine abbandonare il veicolo e percorrere a piedi gli ultimi tre chilometri, perché "c’erano macerie dappertutto e le auto non riuscivano a passare".