In Venezuela i soccorritori stanno cercando centinaia di persone intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati per i due terremoti che mercoledì hanno colpito il paese vicino alla capitale Caracas. Almeno 235 persone sono morte e ci sono più di 4.300 feriti, ma i numeri probabilmente cresceranno. È complicato fare una stima dei dispersi: il governo ha detto che sono centinaia, anche se l’ultimo dato ufficiale parlava di 157 persone.
La prima scossa, di magnitudo 7.2, è avvenuta alle 18:04 ora locale di mercoledì, quando in Italia era passata da poco la mezzanotte, a circa 160 chilometri a ovest di Caracas. Meno di un minuto dopo ne è arrivata una seconda, di magnitudo 7.5. Entrambe sono state superficiali — secondo il servizio geologico statunitense (USGS) la prima a 20,3 chilometri di profondità, la seconda a 10 — e questo ha reso i danni più gravi. Secondo l’USGS la seconda scossa è la più forte registrata in Venezuela dal 1900. Mercoledì era un giorno festivo, quindi più persone del solito erano in casa.
La zona con più danni è quella attorno a La Guaira, sulla costa a nord della capitale, dove Jorge Rodríguez, presidente dell’assemblea nazionale e fratello della presidente ad interim Delcy Rodríguez, ha detto che sono collassati «decine di edifici». In tutto, ha aggiunto, gli edifici danneggiati o distrutti sono circa 250. Tra gli edifici gravemente danneggiati ci sono almeno otto ospedali, la sede della Croce Rossa venezuelana e l’ambasciata francese.










