Gli Stati Uniti progettano e producono i sistemi d’arma più avanzati del pianeta, ma per costruirli e farli funzionare dipendono dalle forniture dei loro principali avversari geopolitici: Pechino e Mosca. È questo il paradosso contemporaneo che sta ridisegnando il concetto stesso di supremazia globale, spostando il baricentro del potere dagli arsenali militari alle miniere e alle catene di approvvigionamento. Questa debolezza strutturale è uno dei temi centrali de L’Età delle matrici – Terre rare, materie prime e dinamiche di potere (Codice Edizioni), il nuovo saggio di Gianluca Schinaia. L’autore, giornalista pluripremiato e head of sustainability di FpS Lab, vanta una lunga esperienza nell’analisi delle tematiche di sostenibilità per testate come Wired, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, L’Espresso e Il Sole 24 Ore. Dopo la pubblicazione di Lavori in corso (Newton Compton, 2010) e la partecipazione al volume scientifico internazionale Interdisciplinary Approaches to Climate Change for Sustainable Growth (Springer, 2022), Schinaia torna in libreria per esplorare come i materiali fisici stiano mutando la storia umana, tracciando il legame profondo tra crisi geopolitiche e consumo di risorse.
“Per un F-35 servono oltre 400 chili di terre rare”: l’estratto esclusivo dal nuovo libro di Gianluca Schinaia sul potere delle materie prime
Il paradosso della difesa USA: missili, F-35 e sottomarini nucleari costruiti con materiali cinesi e russi.










