Il tema è sempre più strategico sul piano geopolitico. Non esiste un’industria della difesa senza materie prime, senza una catena sicura di approvvigionamento a lungo termine. I sistemi d’arma complessi come carri armati, missili e aerei assorbono una vasta gamma di queste componenti. L’Italia, pur avendo un’industria della difesa avanzata, dipende dall’estero per questo tipo di risorse.

L’impatto che hanno sulla catena degli approvvigionamenti della Difesa, e quindi sul fronte dei costi, è la variabile che può fare la differenza, soprattutto in una una fase in cui la Nato preme sugli alleati affinché mettano mano al portafoglio e vadano oltre la fatidica soglia del 2% del Pil destinato alle spese per la Difesa.

«Le materie prime consentono di implementare le tecnologie. Ci occupiamo di questo dossier dal primo giorno che sono arrivato al ministero», ha spiegato Guido Crosetto, intervenuto in collegamento da Roma all’incontro “Geopolitica delle risorse: materie prime e sovranità tecnologica una sfida globale” nell’ambito del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e da Trentino Marketing. «Avere una mappa delle materie prime significa avere una mappa dei possibili scontri futuri - ha aggiunto -. Lo scenario da affrontare è quello di una mancanza di queste materie prime. Da questo punto di vista, il Piano Mattei è determinante. La speranza del futuro dell’Europa passa dal rapporto con l’Africa, che crescerà come grande produttore di materie prime».