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Nel 2023, nel pieno di un’estate calda e siccitosa, il medico e allora ministro della Salute tedesco Karl Lauterbach suggerì di imitare la Spagna e introdurre la siesta in Germania. Fare una pausa pranzo più lunga, disse, sarebbe stato consigliabile sul piano medico per molte professioni. Non era la prima volta che la tradizione spagnola di interrompere il lavoro nelle due o tre ore centrali della giornata veniva citata come una buona abitudine collettiva per contrastare gli effetti del caldo.
Da sempre le comunità umane si adattano a condizioni ambientali estremamente varie in tutto il mondo. Come si comportano, cosa mangiano e come si vestono dipende da molteplici fattori: il caldo è forse il più influente, non solo per gli umani. Perché dalle strategie di gestione del calore, in estrema sintesi, dipende l’intera storia evolutiva di qualsiasi specie vivente, a sangue caldo o freddo.
Dato che gli umani vivono in ambienti estremi di ogni continente del pianeta, e dato che regioni sempre più ampie del pianeta sono interessate da fenomeni estremi sempre più frequenti, come fanno gli umani ad adattarsi e acclimatarsi è da tempo un argomento di grande interesse scientifico in antropologia biologica, ecologia, medicina, ingegneria e altri ambiti del sapere.














