Il tycoon: "L’Iran assicura zero costi". Crolla il prezzo del greggio. L’Aiea prepara le ispezioni

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La questione dello Stretto di Hormuz e il nucleare rimangono al centro delle trattative tra Usa e Iran per porre fine alla guerra, con i colloqui che secondo il Pakistan, mediatore principale, riprenderanno a livello tecnico la prossima settimana (probabilmente martedì). Donald Trump e il segretario di Stato Usa Marco Rubio, quest'ultimo in visita in tre paesi del Golfo, hanno nuovamente escluso la possibilità che Teheran imponga tariffe per il transito a Hormuz, mentre l'Organizzazione Marittima Internazionale - l'agenzia Onu responsabile della sicurezza marittima - ha annunciato l'avvio di un piano di evacuazione per i circa 11mila marinai ancora bloccati nello Stretto.Il presidente americano è tornato a ripetere come «l'Iran ci ha informato che, nonostante le notizie false e tendenziose che sostengono il contrario, non vi sono né pedaggi, né costi assicurativi, né altre spese di alcun tipo richieste o riscosse alle navi in transito nello Stretto di Hormuz». E se le dichiarazioni della Repubblica islamica si rivelassero false i «negoziati si interromperebbero immediatamente», ha minacciato su Truth, scagliando anche la sua ira contro il Senato a maggioranza repubblicana per un voto «inopportuno e privo di significato». Con 50 sì e 48 no, la Camera Alta ha infatti approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del tycoon in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolica, la mossa rappresenta una rottura con Trump, che ieri è stato a pranzo con i senatori del Grand Old Party, pronti secondo indiscrezioni a esprimergli le proprie frustrazioni in vista degli ultimi mesi di campagna elettorale per le Midterm. Rubio, invece, sta cercando di rassicurare gli alleati degli Stati Uniti duramente colpiti da Teheran in merito al memorandum d'intesa: dopo aver ribadito l'impegno di Washington per la sicurezza della regione durante un colloquio con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, ha visto l'Emiro del Kuwait, Mishal Al-Ahmad Al-Sabah, e parlando con i giornalisti ha spiegato gli Usa saranno «completamente allineati» con i partner del Golfo nei negoziati, e «nessun Paese al mondo», a parte Teheran, appoggia l'imposizione di tariffe sullo Stretto di Hormuz. Inoltre, ha ricordato che l'Iran «ha assunto impegni molto chiari in Svizzera e il presidente è stato esplicito nel dire che deve mantenerli. Se lo faranno, andremo avanti. In caso contrario, Trump avrà a disposizione delle opzioni su come agire. Ma speriamo che rispettino gli impegni presi».