Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL'agenzia marittima delle Nazioni Unite ha avviato un'operazione per evacuare oltre 11.000 marinai rimasti bloccati nello Stretto di Hormuz dopo che il Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran ha posto fine alla guerra. Il canale, chiuso dall'Iran dalla fine di febbraio, aveva lasciato le imbarcazioni bloccate per mesi.
Rafael Grossi, direttore dell'Aiea, annuncia ispezioni nei siti nucleari iraniani
Altro tema centrale nel memorandum d’intesa è la questione del nucleare iraniano. A questo proposito Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), ha dichiarato durante la sua visita a Tokyo che gli ispettori dell'agenzia esamineranno i siti di arricchimento nucleare iraniani. Secondo Grossi, "Che accada dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni, è importante, ma non essenziale. Accadrà".
Le sue dichiarazioni giungono dopo le contraddittorie affermazioni di ieri da parte di Washington e Teheran in merito all'ispezione dei siti nucleari iraniani bombardati durante la guerra. Funzionari iraniani affermano di non aver assunto alcun impegno in Svizzera riguardo al programma nucleare di Teheran e di non aver incontrato alcun funzionario dell'Agenzia per l'Energia Atomica, incluso il suo direttore generale. Nell'ultimo anno, si è verificata una forte tensione tra l'Aiea e il governo iraniano, che l'ha accusata di collaborare con Israele. L'Iran ha chiesto all'agenzia di lasciare il paese durante la Guerra dei Dodici Giorni lo scorso giugno per motivi di sicurezza. I funzionari iraniani affermano che, non avendo assunto alcun impegno, non hanno in programma di invitare nuovamente l'Aiea nel Paese. Detto questo, l'Iran non sta escludendo la possibilità che ciò possa accadere in futuro. Per fornire il quadro legale a riguardo, il parlamento iraniano dovrebbe prima approvare un disegno di legge che dovrebbe poi essere ratificato dal suo Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Non si tratta solo di legalità. Per quanto riguarda le strutture iraniane a Natanz, Fordow e Isfahan, pesantemente bombardate dagli Stati Uniti, la situazione è incerta e si prevedono enormi sfide tecniche, operative e logistiche.












