L'Iran non intende permettere all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di ispezionare i siti nucleari bombardati da Israele e dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Teheran, mentre sul fronte marittimo il capo negoziatore iraniano rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz e annuncia lo sblocco di 12 miliardi di dollari di asset congelati.Teheran: «Nessuna ispezione sugli impianti danneggiati»

«Non abbiamo avuto alcun incontro con il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e non prevediamo che l'agenzia ispezioni gli impianti nucleari iraniani danneggiati dall'aggressione militare americana e sionista», ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.Hormuz «aperto», ma «gestito da noi»

Sul traffico marittimo l'Iran tiene insieme apertura e rivendicazione di sovranità. Lo Stretto di Hormuz sarebbe «completamente aperto alle navi commerciali», in conformità con l'accordo preliminare con gli Stati Uniti: ad assicurarlo è stato l'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, secondo cui le imbarcazioni non dovrebbero pagare per la rotta, almeno per 60 giorni. Più netto il capo negoziatore di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf: «La gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra – avrebbe detto, secondo i media statali iraniani – le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz».I colloqui in Svizzera e i 12 miliardi sbloccati