Spaccata in due fazioni, i «Verdi» e i «Neri», la leggendaria famiglia Targaryen è ormai alla guerra civile, senza esclusione di colpi. Finora era arrivata a un passo dallo scontro in armi, più volte annunciato, sempre rimandato, ma senza che nessuno facesse un passo indietro. Così, tra lotte di potere, fragili alleanze, tradimenti, battaglie spettacolari e draghi pronti a dominare i cieli e distruggere i terrestri, è tornata il lunedì su Sky e in streaming su Now la serie House of the dragon, prequel di Game of Thrones ( Il Trono di Spade), tratto da Fuoco e Sangue di George R.R. Martin. Composta da otto episodi, la nuova stagione, la terza, sta andando in onda in contemporanea con gli Stati Uniti. Ambientata duecento anni prima degli eventi raccontati nella fiction capostipite, sempre e comunque in un perenne immaginario medioevo, House of the dragon conferma le caratteristiche che conosciamo.Innanzitutto ottime tecniche di ripresa, suggestive ambientazioni interne, scure e nebbiose, parzialmente e saggiamente illuminate dalla costante presenza del fuoco sotto tutte le forme possibili e immaginabili: camini, bracieri, torce, lanterne, ceri, candele… E poi le grandiose panoramiche esterne, gli scenari naturali, contrapposti agli effetti speciali registrati negli studi virtuali. E ancora l’arma imbattibile di distruzione di massa evocata dal titolo: i draghi, magistralmente animati. Qualche dubbio ci potrebbe essere semmai sull’esplicita violenza messa in scena soprattutto nelle battaglie, che lascia poco spazio all’immaginazione, ma non per questo limita la spettacolarità di tutto il resto sul quale in questa terza stagione autori e registi sembrano puntare molto più di prima, anche perché in generale l’azione prevale sulleschermaglie politiche, sulle incomprensioni familiari e sulle manovre di corte per sedersi sul mitico Trono di Spade nella città di Approdo del Re, la capitale dei Sette Regni, ricreata nella città di Dubrovnik (Ragusa), in Croazia. E a proposito di ambientazioni e ricostruzioni si veda ad esempio l’alta qualità potremmo dire cinematografica dell’imponente battaglia navale, la cosiddetta Battaglia della Gola, a conclusione del primo degli otto nuovi episodi, in cui la flotta della Casa Velaryon, fedele alla fazione dei «Neri» di Rhaenyra Targaryen, affronta la massiccia flotta da guerra della Triarchia, guidata dall’ammiraglio Sharako Lohar e schierata con la fazione dei «Verdi». Una sequenza davvero ambiziosa per rendere sempre più spettacolare una fiction che non rinuncia comunque allo scavo e all’indagine psicologica sui personaggi, con una sceneggiatura ricca di dialoghi di grande forza drammaturgica e un montaggio puntuale e serrato per una serie che, a parte i draghi e le altre creature di fantasia, parla pur sempre di persone e di legami umani, anche se controversi e contrastati.
La svolta visiva e psicologica di “House of the dragon”
La terza stagione di House of the Dragon accelera la guerra civile dei Targaryen: più battaglie, draghi e spettacolo, ma ancora forti tensioni familiari e politiche.















