Gabriele Lippi

L'inizio della terza stagione unisce le atmosfere shakespereane e il respiro teatrale della prima alla spettacolarità della seconda, alzando ulteriormente il livello visivo con effetti, scenografie e regia di primissimo piano. Senza dimenticarsi, però, della vera forza della serie HBO: i personaggi. Da lunedì 22 gennaio su Sky e NOW, disponibile anche on demand, con un episodio a settimana

Chi si aspetta un episodio introduttivo rimarrà sorpreso. La terza stagione di House of the Dragon riparte da dove era terminata la seconda, senza preamboli o riepiloghi, dritta al centro dell’azione, con un drago subito al centro della scena e un episodio che supera l’ora di durata pieno di pathos e azione. La serie HBO prequel di Game of Thrones, disponibile in co-esclusiva su Sky e NOW, anche on demand, è ripresa col primo di un nuovo ciclo di otto episodi lunedì 22 giugno, in contemporanea con la messa in onda negli Stati Uniti e con il classico appuntamento del lunedì sera alle 21:15 su Sky Atlantic. E lo ha fatto in maniera semplicemente straordinaria.

Tre generazioni di Targaryen si affrontano in quella che appare sempre più come una partita a scacchi per il Trono di Spade, una guerra fratricida destinata a segnare l’inizio della caduta della Casa dei Draghi. Ryan Condal alla sceneggiature e Loni Peristere alla regia firmano un episodio destinato a restare nella memoria dei fan e degli amanti della serialità televisiva, capace di trovare un equilibrio perfetto tra le atmosfere shakespeariane che avevano caratterizzato la prima stagione e la spettacolarità visiva che aveva caratterizzato la seconda, valorizzato da una fotografia che si esalta nelle scene esterne e da un comparto tecnico eccezionale. Da questo punto di vista, la qualità continua a crescere, con draghi sempre più credibili, una computer grafica allo stato dell’arte, scenografie curatissime e una dose di realismo delle immagini con pochi precedenti.