Gli attacchi di Trump a Meloni, ingenerosi e ingiustificati, hanno offuscato la solidità delle relazioni transatlantiche. Il vertice Nato del 7-8 luglio acquista così un peso ancora maggiore. I rapporti tra Italia e Stati Uniti, tuttavia, si fondano sulla capacità delle istituzioni di garantire continuità anche nelle divergenze tra leader: un elemento che consente di guardare con fiducia ai prossimi appuntamenti internazionali. L’analisi di Giovanni Castellaneta

Le recenti tensioni emerse sul piano politico e comunicativo tra il presidente americano Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni hanno inevitabilmente attirato l’attenzione degli osservatori internazionali. In un’epoca in cui ogni dichiarazione viene amplificata in tempo reale e ogni divergenza assume immediatamente una dimensione globale, il rischio è quello di confondere la contingenza della polemica con la sostanza dei rapporti tra gli Stati. Gli attacchi di Trump a Meloni – ingenerosi e ingiustificati – hanno messo in ombra la forza delle relazioni transatlantiche, che sono andate avanti in questi difficili anni anche grazie al pragmatismo della leader italiana, che ha sempre cercato di mantenere rapporti cordiali e costruttivi con il Presidente americano finché ha potuto, ovvero fino alla decisione – a dire il vero non condivisa da nessun altro leader europeo – di attaccare l’Iran.