La polemica tra Meloni e Trump rischia di distrarre dalle questioni strategiche che uniscono Roma e Washington. Il vero banco di prova per le relazioni bilaterali resta la capacità di affrontare insieme le sfide geostrategiche comuni, il futuro della Nato e della sicurezza in Europa

Il confronto pubblico tra Giorgia Meloni e Donald Trump ha acceso il dibattito politico e mediatico su entrambe le sponde dell’Atlantico. Al di là delle divergenze emerse tra le due leadership politiche, interessate anche (soprattutto?) a inviare messaggi al proprio fronte interno, il rapporto tra i due leader si inserisce in un quadro più ampio di relazioni storicamente consolidate tra Italia e Stati Uniti (ricorre quest’anno il 165esimo anno di questi rapporti), caratterizzato da un dialogo costante e da una lunga convergenza su molte delle principali questioni strategiche internazionali.

È per questo che Brian Katulis (MEI) invita a leggere la vicenda su un piano più ampio di quello strettamente bilaterale, evidenziando come dispute di questo tipo rischino di indebolire e distrarre le democrazie occidentali proprio mentre sono chiamate a confrontarsi con i modelli alternativi promossi da Russia e Cina, che non possono che trarre vantaggio da divisioni tra alleati.