Ricucire le distanze, fermare la rissa verbale e provare ad andare oltre perché, quando di mezzo c’è il rapporto con un paese amico e una collaborazione dispiegata "con tutti i presidenti" e, va detto, dossier economici pesanti - dal gas all’export dei prodotti italiani - vince la realpolitik. Così, dopo il duro scontro a distanza tra il presidente Usa Donald Trump e la premier Giorgia Meloni, i toni della maggioranza di centrodestra si fanno più concilianti, con l’obiettivo di silenziare se non far rientrare le incomprensioni.
Il fatto che ieri la premier non sia tornata sull’accaduto, come aveva già annunciato sui social, è il segnale che l’incidente va superato, anche se non si raffredda il botta e risposta con le opposizioni. E per questo, +Europa che chiede a Meloni di riferire in Parlamento sulla linea di politica estera e Avs l’accusa di aver riscoperto solo adesso l’orgoglio nazionale.
A tirare le fila del day after lo scontro è il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani, secondo il quale le parole di Trump sono state "incomprensibili" ed è necessario mantenere la "schiena dritta", ma i rapporti con gli Usa sono "solidi" e l’Italia continua a collaborare "all’interno della Nato e delle relazioni transatlantiche bilaterali". Ed è anche questione di rapporti commerciali. "Vogliamo ora far sì – spiega Tajani – che tutti i dossier possano procedere e possano rinforzare le relazioni tra Roma e Washington".










