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Paola Di Caro

Intervista all ministro degli Esteri dopo lo scontro tra Meloni e Trump: «Contatti continui con Rubio, al lavoro sui dossier»

Ministro Antonio Tajani, abbiamo assistito a uno scontro senza precedenti: Trump che irride la premier, che risponde duramente, lei stesso che cancella la partecipazione all’American Business Forum di Miami. Poi ancora botta e risposta. A che punto siamo?«Al punto in cui bisogna abbassare i toni e lavorare. La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, a cui è stato sacrosanto rispondere. Essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranità: non siamo sudditi di nessuno. Adesso occorre evitare che tutto questo si traduca in un danno politico, economico e diplomatico: l’Italia e l’Europa hanno bisogno di un rapporto solido con gli Usa, allo stesso modo gli Usa hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia».

È stato uno scontro politico — Trump vuole di più dall’Italia: sulle guerre, sulla difesa — o anche personale?«Contano le relazioni fra i Paesi. Ci sono state richieste politiche: più spese per la difesa, più sostegno a certe iniziative in Medio Oriente. Ma l’Italia decide in base ai propri interessi, alla propria Costituzione e al proprio posiziona-mento internazionale».