Meno lavoratori, meno consumatori e famiglie sempre più piccole: come il calo delle nascite sta cambiando il mercato alimentare italiano.
Quando si parla di denatalità viene da pensare a chi pagherà le pensioni o alle scuole vuote. Molto meno spesso viene da pensare alle imprese. Eppure il calo delle nascite sta già producendo effetti concreti sull’economia italiana, a partire da uno dei settori simbolo del Made in Italy: l’industria alimentare. È il messaggio lanciato da Unione Italiana Food. Secondo l’associazione, che rappresenta 530 aziende del settore e oltre 100 mila lavoratori, la transizione demografica non sta cambiando soltanto la composizione della popolazione italiana, ma sta modificando il mercato del lavoro, i consumi e le strategie industriali delle imprese.
La denatalità non è solo un problema di nascite
Che la denatalità sia una delle principali sfide italiane non è una novità. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha più volte indicata come una delle emergenze su cui il Paese deve intervenire con urgenza. I numeri illustrati durante l’assemblea mostrano la portata del fenomeno. Dal 2008 l’Italia ha perso il 35,8% delle nascite e, secondo i dati Istat, entro il 2050 la popolazione scenderà a 54,7 milioni di abitanti. Ancora più significativo il dato relativo alla forza lavoro perché si prevede che nei prossimi 25 anni il Paese potrebbe perdere circa 7,7 milioni di persone in età lavorativa.






