Ieri sera in tanti al tramonto si sono incamminati fino alla fattoria di Belmonte, per "abbracciare" a nome di tutta la comunità ripolese il leccio secolare, ferito nelle scorse ore da un incendio. Con l’organizzazione dell’associazione Amici del Leccio di Belmonte e il CRC di Antella, alla presenza di tanti rappresentanti delle istituzioni, è stato un po’ un ritorno al passato, quando gli antellesi andavano sotto i grandi rami dell’albero per vedere i Fochi di San Giovanni a Firenze. E proprio questo era il sogno di cittadini e istituzioni: far tornare il leccio fruibile alla comunità. Si trova in un terreno di proprietà della Misericordia di Firenze, ereditato dalla famiglia Torrigiani insieme ad altri beni immobili. Il Comune e l’Arciconfraternita stavano cercando insieme il modo per passare alla proprietà pubblica il lembo di terra su cui è radicato il leccio che, coi suoi 600 anni, fa parte degli alberi monumentali recensiti della Toscana. Un sogno che ha rischiato di andare in fumo per colpa di qualcuno che l’altra notte ha dato fuoco al suo tronco. Dopo la denuncia alle forze dell’ordine, ieri Comune e esperti hanno fatto un sopralluogo sulle radici del leccio.

Il referto lascia ben sperare: "Il danno è grave, ma apparentemente non letale". Il gigante verde si è accasciato su un lato, ma nonostante le ferite può sopravvivere, hanno decretato il professor Francesco Ferrini, ordinario di arboricoltura e coltivazioni Arboree all’Università di Firenze e il dottor Simone Pinzauti, dottore forestale, entrambi ripolesi. "Stiamo parlando di una pianta antica, quindi ogni episodio che può turbare un equilibrio sedimentato in seicento anni può essere causa di mortalità - spiega Ferrini -. Però confido che ce la farà". Ha avuto un grave danno, ha aggiunto Pinzauti, "ma il leccio è un esemplare molto resistente: siamo fiduciosi che quanto accaduto non avrà conseguenze letali". Anche la Misericordia ha incaricato un tecnico per verificare lo stato della pianta. "La speranza condivisa – dice il sindaco Pignotti - è di salvare l’albero, patrimonio naturalistico e memoria della nostra comunità. Noi faremo di tutto per riuscirci".