"Quale futuro per l’ex cementificio di Sant’Angelo in Mercole? Niente piano industriale? Che il proprietario almeno bonifichi l’area abbandonata da anni". A chiedere spiegazioni al sindaco Andrea Sisti e all’assessore all’ambiente Agnese Protasi è il consigliere comunale di opposizione Diego Catanossi (Spoleto 2030) che sull’argomento ha presentato un’interrogazione urgente. Lo storico cementificio spoletino, che ha rappresentato negli anni un’importante fonte occupazionale per l’area dell’Alta Marroggia ma più in generale per la città di Spoleto, è chiuso ormai da oltre quattro anni, ma ad oggi non c’è ancora un piano industriale per il rilancio del sito o comunque per una bonifica dell’area. Lo stabilimento è sempre più fatiscente ed in stato di abbandono. Tra le ipotesi per la riqualificazione era emersa anche quella di un mega impianto fotovoltaico, di cui però non c’è traccia. Lo stesso consigliere Catanossi ricorda anche che "quattro anni fa é stata rinnovata con i nuovi proprietari del cementificio spoletino la convenzione per lo sfruttamento della cava di Santo Chiodo. La cava era legata all’attività produttiva dello stabilimento, ma ora la materia prima viene esportata altrove. A oggi, ricorda il consigliere di Spoleto 2030, ci sono ancora una decina di ex dipendenti Cementir, costretti a fare i pendolari fino a Gubbio. "Era il 2022 quando veniva prorogata la convenzione – continua Catanossi – il sindaco e l’assessore Protasi annunciavano che entro breve sarebbe stato presentato il nuovo piano industriale. Ebbene a oggi del piano industriale non abbiamo notizie, c’è una cava che continua ad essere sfruttata e lo stabilimento di Sant’Angelo in Mercole versa in uno stato di assoluto degrado non più tollerabile. Nel 2022 c’era un imprenditore interessato a rilevare l’attività che avrebbe previsto anche l’assunzione di 50 dipendenti, ma la politica non ha saputo cogliere quell’occasione". Su questa possibilità intervenne più volte anche la Cisl invitando il Comune a valutare la proposta dell’imprenditore che però non fu mai presa in considerazione. Ora quindi Catanossi, spiegando che la convenzione della cava scadrà nel 2028, torna a chiedere all’amministrazione di "pretendere" dal nuovo proprietario un piano industriale finalizzato anche al rilancio dell’occupazione. "Se così non sarà – conclude l’esponente di Spoleto 2030 – che sia prevista almeno una bonifica dell’area di Sant’Angelo in Mercole".
Ex cementificio, quale futuro? L’opposizione scende in campo
Spoleto, il consigliere Catanossi chiede spiegazioni al sindaco Sisti e all’assessore Protasi: "L’area è fatiscente e in stato di abbandono".












