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16 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:06

Un monumento al Partito del Cemento. Il progetto T1 di Ceriale (Savona) giaceva silenzioso da anni: scheletri grigi che la vegetazione ha ricoperto, mentre l’acqua ha invaso i garage. Anche gli abitanti hanno fatto l’abitudine al quartiere fantasma nato quando economia e politica, di destra e di sinistra, avevano puntato sul mattone. Correva l’anno 2005 quando questa storia cominciò e nacque il mega progetto, il più pesante della Liguria: 7 palazzine per 169 appartamenti più un albergo 4 stelle. Nonostante la cittadina, come tante altre in Liguria, abbia già una percentuale di seconde case che sfiora l’80%. Insomma, con il rischio di creare paesi fantasma e far crollare il prezzo degli immobili esistenti.

Ma le ruspe in Liguria hanno ricominciato a rombare. E i palazzi fantasma di Ceriale potrebbero presto essere ultimati. Anche se i protagonisti dell’operazione sono cambiati, hanno sempre addentellati con la politica: all’inizio fu Gianpiero Fiorani, il furbetto del quartierino, che si vantava di contatti con Claudio Scajola (all’epoca braccio destro di Silvio Berlusconi e oggi sindaco di Imperia). Oggi è il geometra Alberto Campagnoli, già socio di Visibilia, società che fu della ministra Daniela Santanchè, e candidato di Fratelli d’Italia. C’è però uno scoglio che ostacola il sogno di cemento: l’area dove sorge il complesso T1 si trova infatti in un’area che il nuovo Piano di Gestioni del Rischio Alluvioni classifica come P2 (medio) e P3 (alto rischio alluvionale).