Bruxelles. “Consolidare” il successo del vertice del G7 di Evian, durante il quale gli europei hanno convinto Donald Trump a sottoscrivere impegni senza precedenti a favore dell’Ucraina per difendersi dall’aggressione della Russia, e portare avanti il “pilastro europeo della Nato”, per riempire il vuoto di uomini e capacità che sarà lasciato dagli Stati Uniti: i leader dell’E5 hanno coordinato le loro posizioni in vista del vertice dell’Alleanza atlantica di Ankara a luglio. Nonostante molti di loro abbiano problemi interni, i cinque grandi dell’Europa sperano così di evitare brutte sorprese, come un nuovo tradimento di Trump sull’Ucraina o un ritiro caotico e non coordinato degli americani dalla Nato.Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che ha ospitato il vertice dell’E5 a Berlino, ha spiegato che Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Polonia si assumono una serie di impegni in vista di Ankara. “Vogliamo rinnovare l’Alleanza” con “il nostro pilastro europeo”, ha detto Merz. “Ad Ankara vogliamo dare un forte segnale di sostegno all’Ucraina”. La Germania proporrà “un forte finanziamento”. Nei negoziati sulla dichiarazione finale di Ankara si sta discutendo di un possibile impegno a stanziare 70 miliardi di euro l’anno di aiuti militari per un periodo prolungato di tempo (30 miliardi sono già coperti dall’Ue nel 2026 e 2027). “Speriamo che Mosca tragga la conclusione che è tempo di entrare nei colloqui di pace”, ha detto Merz. In pochi ci credono, malgrado il tentativo di aprire dei canali di comunicazione da parte dell’Ue. La priorità degli E5 rimane quella di mantenere Trump dalla parte dell’Ucraina. Il vertice del G7 ha segnato una “riconvergenza” tra gli Stati Uniti e gli europei, ha spiegato il presidente francese, Emmanuel Macron. E’ un passo avanti da “consolidare”. Tutti i leader dell’E5 hanno confermato gli impegni di spesa per la difesa assunti nel vertice della Nato dello scorso anno (anche se con alcuni distinguo di Giorgia Meloni sulla tipologia). “L’Europa deve assumersi le sue responsabilità”, ha spiegato la presidente del Consiglio.Durante la conferenza stampa Meloni è apparsa a disagio a causa dei recenti scontri con Trump. Ma non è l’unico leader dell’E5 a essere in difficoltà. Il premier britannico, Keir Starmer, ha appena dato le dimissioni. Quello polacco, Donald Tusk, è nel pieno di un conflitto storico con l’Ucraina per la decisione di Volodymyr Zelensky di battezzare una unità militare con il nome “Armata insurrezionale ucraina”, lo stesso di quella che nella Seconda guerra mondiale aveva combattuto l’Armata rossa e compiuto massacri contro civili polacchi. Il presidente ucraino ha deciso di boicottare un summit sulla ripresa del suo paese che si terrà domani a Danzica, dopo che il suo omologo polacco, Karol Nawrocki, ha ritirato a Zelensky la più alta onorificenza, l’Ordine dell’Aquila bianca. “Nonostante le emozioni e le circostanze, dobbiamo difendere l’unità europea e difenderemo i legami transatlantici, anche se qualche politico non sempre li apprezza”, ha detto Tusk. “Dobbiamo capitalizzare” sui successi dell’Ucraina sul campo di battaglia, ha avvertito Starmer. Il premier britannico ha anche insistito sul fatto che questo “è il momento di costruire una Nato più europea”.
A Berlino l’E5 s’attrezza per evitare brutte sorprese da Trump sull’Ucraina e sulla Nato
I cinque grandi dell'Europa hanno coordinato le loro posizioni in vista del vertice dell’Alleanza atlantica di Ankara a luglio. La priorità rimane quella di mantenere il presidente americano dalla parte di Kyiv











