| 24 Giugno 2026 20:03 |

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(Adnkronos) – Tecnologia, diritti umani, piattaforme digitali e responsabilità nei conflitti. Sono questi i temi al centro dell’intervento di Francesca Albanese sul Mainstage del Wmf – We Make Future 2026, Il Più Grande Evento sull’Innovazione: AI Tech e Digital (24 – 26 giugno BolognaFiere), in dialogo con Cosmano Lombardo, Founder e Ceo di Search On Media Group e ideatore del Wmf. Albanese ha aperto il confronto richiamando l’intersezione tra i temi del proprio lavoro e quelli della manifestazione: accesso libero alla rete, diritto all’informazione, uso delle tecnologie nei contesti di guerra e impatto degli strumenti digitali sulla tutela dei diritti fondamentali. Nei conflitti, ha sottolineato, l’informazione diventa essa stessa un terreno di battaglia: blackout, manipolazione dei dati, controllo delle pubblicazioni e limitazione dell’accesso alle fonti possono ostacolare la documentazione di ciò che accade.

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il ruolo delle piattaforme digitali. Albanese ha evidenziato come le piattaforme non siano spazi neutrali: le scelte di moderazione, le policy aziendali e gli algoritmi determinano cosa viene amplificato, cosa viene nascosto e cosa viene silenziato. Il rischio, nel suo ragionamento, non riguarda soltanto le singole persone colpite da campagne di delegittimazione o da forme di censura, ma l’intero dibattito pubblico: quando chi prende parola viene esposto ad attacchi o silenziamenti, anche altri possono essere scoraggiati dal farlo. Nel confronto con Lombardo, Albanese ha affrontato anche il tema dell’attivismo digitale. Le piattaforme, ha spiegato, possono rendere possibile l’organizzazione politica e la partecipazione pubblica anche dove sarebbe più difficile farlo, rompendo monopoli informativi e amplificando voci altrimenti marginalizzate. Ma lo strumento digitale, ha ricordato, non basta da solo: la difesa dei diritti deve tradursi anche in impegno concreto nella vita fisica, politica e materiale.