Martedì sera, in un’intervista alla televisione statunitense Fox News, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha detto che negli ultimi mesi 500 aerei militari degli Stati Uniti sono partiti dalle basi statunitensi in territorio italiano per partecipare alla guerra in Medio Oriente. La frase ha fatto arrabbiare il governo italiano e in particolare il ministero della Difesa, che da quando è iniziata la guerra hanno sempre negato di aver concesso agli Stati Uniti l’uso delle loro basi in Italia per scopi militari.

L’intervento ha ottenuto l’effetto opposto a quello sperato. In quanto segretario generale della Nato, l’alleanza militare che comprende gli Stati Uniti e gran parte dei paesi europei, Rutte stava cercando di difendere i paesi membri dell’alleanza dalle critiche del presidente statunitense Donald Trump, che ha da sempre un atteggiamento molto critico verso la Nato e da tempo accusa i paesi che ne fanno parte di non aver aiutato gli Stati Uniti nella guerra in Medio Oriente. Per confutare questa tesi, Rutte ha detto che dall’inizio della guerra sono decollati tra i 4mila e i 5mila aerei statunitensi dalle basi in Europa, un sostegno che ha definito «enorme», e poi ha fatto un esempio emblematico: «Se si guarda l’Italia, 500 aerei militari statunitensi sono decollati da basi statunitensi in Italia per partecipare all’operazione Epic Fury» (il nome con cui gli Stati Uniti chiamano i loro attacchi conto l’Iran).