Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sul numero di aerei partito dalle basi italiane durante le operazioni militari in Medio Oriente hanno dato adito a varie teorie. Esiste il sospetto che si tratti di una “vendetta” di Trump per lo screzio con Meloni, ma potrebbe essersi trattato anche di un tentativo, seppur mal riuscito, di riavvicinare Italia e Usa da parte di Rutte.

Cosa è successo: le dichiarazioni di Rutte e i rapporti Italia-Usa

La teoria del "tranello"

Il tentativo di riavvicinamento di Rutte

Cosa è successo: le dichiarazioni di Rutte e i rapporti Italia-UsaNella giornata di ieri 24 giugno il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato, in un’intervista a Fox News, che durante le operazioni militari contro l’Iran, dalle basi italiane erano partiti più di 500 aerei militari statunitensi.Dichiarazioni che smentivano quelle della Difesa italiana, che aveva più volte ribadito nei mesi scorsi di aver negato l’autorizzazione all’aviazione statunitense di usare le basi nel nostro Paese per operazioni militari.Poco prima di rilasciare le dichiarazioni che hanno messo Meloni in difficoltà, Rutte aveva incontrato Trump alla Casa BiancaQueste dichiarazioni sono arrivate in un momento di grande tensione tra Usa e Italia, dopo gli scontri tra Trump e Meloni a seguito delle dichiarazioni del presidente statunitense sulla foto dei due scattata al G7 in Francia.Trump, nei successivi scontri con Meloni, aveva rinfacciato all’Italia di non aver aiutato abbastanza gli Usa durante la guerra in Iran.La teoria del “tranello”Le dichiarazioni del segretario generale della Nato hanno messo Meloni in difficoltà. L’opposizione ha subito attaccato il Governo, con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che ha accusato l’esecutivo di aver mentito e di aver violato la Costituzione.