La strategia di Israele nella guerra contro l'Iran e la recente firma del memorandum d'intesa tra Teheran e Washington stanno mettendo a dura prova la leadership di Benjamin Netanyahu. L'accordo, percepito da molti israeliani come una sconfitta poiché non blocca i missili balistici iraniani e limita l'azione militare contro Hezbollah nel Libano meridionale, sta erodendo il consenso del primo ministro. Netanyahu cala nei sondaggi, logorato da una guerra percepita come priva di una chiara strategia d’uscita, ma anche dalla crescente e pubblica distanza da Donald Trump, un tempo alleato fondamentale.
A raccogliere i frutti di questo forte scontento popolare è l'oppositore politico di Netanyahu Gadi Eisenkot, ex capo delle forze armate e leader del nuovo partito indipendente “Yashar”, la cui figura sta emergendo proprio in seguito alla firma del memorandum. Eisenkot è nato come progressista, ma negli ultimi tempi si è spostato verso l’area di centro-destra. Secondo un sondaggio dell'istituto Tatika per il sito Zman Yisrael, Yashar ha registrato una sensibile crescita nelle preferenze, raggiungendo 23 seggi alla Knesset e arrivando a un testa a testa con il Likud, il partito di Netanyahu. Anche un secondo sondaggio, pubblicato da Channel 12, conferma che Eisenkot ha superato tutti i vecchi leader dell'opposizione ed è a un solo seggio di distanza dal premier. "Netanyahu non ha mantenuto le promesse, quindi tutto viene visto attraverso la lente del fallimento” sottolinea al New York Times Mitchell Barak, analista politico israeliano.










