Roma, 24 giugno 2026 – Pragmatico, sobrio e politicamente immortale, Mark Rutte sta guidando la Nato in uno dei momenti più delicati della sua esistenza. Conosciuto tra i corridoi dei palazzi di governo olandesi e di Bruxelles come un maestro dell’arte del compromesso, il 59enne ha assunto la carica di Segretario generale nel 2024, nel bel mezzo di un’Europa sempre meno unita e di un mondo scosso da innumerevoli fronti bellici. A tutto ciò si è aggiunto, poco più di un anno dopo, l’enigma Trump.
Le origini
Nato all’Aia nel 1967 in una numerosa famiglia della borghesia calvinista, Mark Rutte si è laureato in Storia all'Università di Leida nel 1992, periodo durante il quale ha iniziato a muovere i primissimi passi nell'attivismo politico guidando l'organizzazione giovanile del Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd), di stampo liberalista e conservatore.
Dopo aver lavorato per un decennio nelle risorse umane della Unilever, arriva la prima vera occasione politica: nel 2002 con viene nominato Segretario di Stato per gli Affari sociali nel governo Balkenende. Nel 2006, dopo una durissima battaglia congressuale interna contro la fazione più populista del partito, Rutte ha conquistato la leadership del Vvd, un trampolino di lancio che lo avrebbe portato, appena quattro anni più tardi, a vincere le elezioni e a diventare il primo capo di governo liberale nei Paesi Bassi dopo 92 anni.












