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Adriana Logroscino

L'emendamento proposto da Azione esonera dalle sottoscrizioni solo i gruppi costituiti prima di gennaio. Insorge Futuro nazionale: «Contentino a Calenda per una futura intesa?». Opposizioni all'attacco sui tempi forzati

Maggioranza e opposizioni sono sempre ai ferri corti sui tempi compressi e i contenuti della legge elettorale. Ma in commissione la maggioranza dà parere favorevole e fa suo un emendamento proposto da Azione. E pone, così, un paletto aggiuntivo al nuovo partito di Roberto Vannacci. L'emendamento, infatti, prevede che per poter presentare le liste siano esonerati dalla raccolta di firme solo i gruppi che si siano costituiti anche in un solo ramo del Parlamento, ma entro il 31 dicembre 2025. Quindi agevolazione accordata ad Azione, appunto, a Noi moderati e anche a Avs. Ma non a Futuro nazionale, nata nel 2026, e neppure a +Europa che invece non ha un gruppo autonomo ma una componente in Parlamento. La riformulazione, della proposta di Azione, è stata fatta propria dai relatori. I lavori della commissione Affari costituzionali proseguono a tappe forzate per chiudere entro le 20 di oggi, mercoledì, l’esame e affidare il testo all’Aula venerdì 26. Dopo una riunione dei relatori – Nazario Pagano di Forza Italia, Angelo Rossi di Fratelli d’Italia, Igor Iezzi della Lega e Alessandro Colucci di Noi moderati – con Giovanni Donzelli, plenipotenziario dei meloniani, la maggioranza non ha modificato l’orientamento: gli emendamenti che prevedono le preferenze, nodo che divide il centrodestra, restano accantonati. Se ne discuterà direttamente in Aula. Il Pd protesta: «Abbiamo riaperto i lavori della commissione a poche ore dalla conclusione dell'esame della legge elettorale senza avere ancora alcuna chiarezza sul destino sui 39 emendamenti accantonati e, soprattutto, senza conoscere la posizione della maggioranza e del governo su questioni politicamente rilevanti – segnala Simona Bonafè, capogruppo dem in commissione Affari costituzionali -. Finora abbiamo esaminato solo il 46 per cento degli emendamenti e restano ancora aperti temi fondamentali per la qualità della nostra democrazia».